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L’origine di Ciao

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Italian Language CiaoTradotto, prestato e usato in più di venti lingue nel mondo, qualcuno ci ha persino scritto canzoni di successo (pensiamo a Lucio Dalla, Vasco Rossi, o addirittura alla più universalmente popolare “Bella Ciao”): insomma, la parola ciao conta milioni di users ed estimatori da secoli.
“Ciao” è una delle parole italiane più conosciute e famose in tutto il mondo, ma non sempre e non dappertutto viene usata nel modo in cui lo intendiamo noi italiani. Inoltre in pochi conoscono l’origine di questo saluto, che risale al 1800 circa e che è in realtà il risultato di un complicato viaggio che va dai Romani, passa per il Veneto e termina nella regione della Lombardia.
Qual è l’origine di questa espressione, e come viene usata nel mondo?
Scopriamolo insieme!

L’origine: Roma
Iniziamo col dire che l’espressione “ciao” deriva dalla parola italiana “schiavo”, che in inglese significa slave. Per comprendere in che modo questi due vocaboli siamo in relazione tra loro, dobbiamo risalire ai tempi dei Romani.
Nell’antica Roma, infatti, l’ultima popolazione che i Romani sottomisero fu la popolazione degli Slavi, che da quel momento sostituirono il nome usato precedentemente servus con Slavus, poi sclavus.

Il Veneto
Per salutare qualcuno in modo formale, nel 1700 ci si metteva al servizio dell’altra persona: era infatti tradizione salutarsi con le espressioni “servo suo” o “schiavo suo” (espressioni presenti anche nelle commedie di Carlo Goldoni), in inglese “at your service”, “I’m your servant”, “I’m your slave”.
Questa espressione di saluto formale verrà in seguito utilizzata – specialmente a Venezia – per indicare gli uomini profondamente innamorati, diventati ormai “schiavi” della donna amata. In dialetto veneto, la parola diventa più morbida e si trasforma in “s’ciavo”.

La Lombardia
La parola si diffonde al Nord, specialmente nella regione lombarda dove nel 1800 viene modificata un’altra volta fino a ottenere la forma definitiva che conosciamo anche oggi, “ciao”.
È curioso notare come questa parola, inizialmente utilizzata come espressione altamente formale, con il passare del tempo e dello spazio sia stata svuotata del suo significato originale per essere poi usata come il saluto informale per eccellenza.

L’uso internazionale
Mentre in Italia si dice “ciao” in qualsiasi momento della giornata e in qualsiasi situazione informale, sia quando ci si incontra sia quando ci si separa (ma mai quando si risponde al telefono, dove viene usata la parola “pronto”), all’estero il saluto viene utilizzato in maniera differente.
Nei paesi anglofoni, ad esempio, si nota come il “ciao” venga utilizzato solamente quando ci si separa: esso è considerato esclusivamente come la traduzione di goodbye / bye.
In altre lingue, invece, l’espressione è stata copiata e si usa in contesti informali. In francese, ad esempio, abbiamo un “tschaò”; in spagnolo un “chao”, in portoghese un “tchau” e così in numerose altre lingue europee e non.
Insomma, non solo cibo, arte e Opera: l’Italia è così importante nel mondo anche e soprattutto grazie ai meravigliosi vocaboli della nostra lingua, ormai diffusi e utilizzati in tutto il mondo.

Fate largo!



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