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Bruschetta in Tuscany is called “fettunta” and has no tomatoes

the italian bruschetta

La bruschetta in Toscana si chiama “fettunta” ed è senza pomodori

Come potete vedere dalle fotografie postate sulla nostra pagina Facebook, sabato 22 ottobre sono andata in campagna ad aiutare un amico a raccogliere le olive. Nelle campagne toscane la vendemmia (raccolta dell’uva) a settembre e la raccolta delle olive alla fine di ottobre sono le attività più importanti di tutto l’anno. I prodotti che ne derivano, il vino e l’olio toscani, sono in effetti tra i migliori d’Italia.  

Era la prima volta che raccoglievo le olive ed è stato divertente. Come si vede dalla foto sopra, era una di quelle meravigliose giornate di sole in cui i colori dell’autunno diventano magici: le vigne in lontananza si colorano di rosso e i rami degli ulivi carichi di olive mature brillano di luce argentata.

L’olio nuovo

italian bruschetta Qualche giorno dopo, il nostro amico ci ha portato il frutto del nostro lavoro: cinque litri di olio extra vergine di oliva biologico spremuto a freddo. È l’ “olio novo” (l’olio nuovo) che tutti in Toscana aspettano durante il mese di novembre: il colore è di un verde brillante intenso e il sapore è pungente, quasi piccante.

E qual è il modo migliore per assaporare questa vera delizia se non in una bruschetta? Ecco cosa mi aspettava ieri sera al ritorno dal lavoro: una bella e profumata bruschetta con l’olio nuovo, preparata con maestria dal mio compagno Fabio, che è un toscano doc.

L’origine della bruschetta

Tutti conoscono e hanno mangiato la bruschetta,  l’antipasto italiano per eccellenza, simbolo, con gli spaghetti e la pizza, della cucina italiana nel mondo. Bruuh-sket-ta è anche una delle prime parole che i nostri studenti imparano a pronunciare correttamente :) .

Ma qual è la sua origine? E, soprattutto, la ricetta autentica è con o senza pomodori?

Prima di fare un po’ di ricerca su Internet pensavo che sarebbe stato facile rispondere a queste due domande e, soprattutto, ero sicura di quali sarebbero state le risposte: la vera bruschetta è nata in Toscana ed è senza pomodori. Ma è davvero così?

Quel che è certo è che la storia della bruschetta è antica, perché sono antichi i suoi ingredienti principali e i gesti della sua preparazione. La ricetta è nata infatti nella tradizione contadina dalla necessità di riutilizzare il pane secco. Il pane abbrustolito condito con olio, sale e aglio era uno spuntino durante la pausa dei contadini nei campi e il nome “bruschetta” derivava dal verbo “bruscare” che nel dialetto romano/laziale antico significava abbrustolire. La bruschetta sembra infatti essere nata nel 15º secolo nell’Italia centrale, tra la Toscana e il Lazio. È solo dopo la scoperta dell’America che è comparsa la versione arricchita con il pomodoro, probabilmente in Campania, dove il pomodoro è diventato un ingrediente fondamentale della cucina locale.

La bruschetta con il pomodoro, quindi, sarebbe figlia della “fettunta” (fetta unta) toscana. La fettunta è il nome con cui a Firenze e in quasi tutta la Toscana chiamiamo la bruschetta classica, ovvero quella senza pomodori.  Ci sono molte versioni e nomi diversi in tutte le regioni di Italia – in fondo ci si può mettere di tutto su una fetta di pane tostato, no? – e sicuramente la bruschetta con il pomodoro è quella più diffusa. Tuttavia, la mia teoria sembra confermata: la bruschetta originale è semplice e con pochi ingredienti, pane, olio, aglio e sale.

Alla fine, come dicono gli inglesi, “less is more”, specialmente se quel poco è di grande qualità.

La ricetta

Come preparala? È semplicissimo.

Abbrustolite una fetta di pane toscano (quello senza sale), preferibilmente sulla griglia, oppure in forno. Non esagerate con la grigliatura, perché l’interno deve rimanere morbido per assorbire l’olio. Strusciate delicatamente sulla fetta uno spicchio d’aglio, anche in questo caso senza esagerare per non coprire il sapore dell’olio. Aggiungete un pizzico di sale, versate abbondante olio toscano (meglio se olio nuovo) e sarete pronti per ungervi le mani gustando la vostra fettunta.

Buon appetito!

 

Bruschetta in Tuscany is “fettunta” and has no tomatoes

 

Olives picking

As you can see in the pictures posted in our Facebook page, on Saturday 22nd of October I went to the countryside to help a friend to pick olives. In the Tuscan countryside grape harvest in September and olives harvest at the end of October are the most important activities of the whole year. The products of these activities, Tuscan wine and extra virgin olive oil, are amongst the best of Italy.

It was the first time for me and it was fun. As you can see from the picture above, it was one of those wonderful sunny day when the colours of Autumn become magic: vineyards getting red and olive trees looking silver under the light.

The new oil

A couple of days after our friend brought us the result of our work: five litres of organic cold pressed extra virgin olive oil. It’s the season’s first oil that everyone in Tuscany is waiting for during November: its colour is bright intense green colour and its taste is pungent, almost spicy.  

And what is the best way to have this delicacy if not in a bruschetta? Here is what I found yesterday evening on my return from work: a nice and tasty bruschetta with the new oil, perfectly made by my partner Fabio who is a real Tuscan.

The origin of bruschetta

Everyone knows and has eaten bruschetta, the Italian most famous starter, with pizza and spaghetti one of the symbols of Italian cuisine in the world. Bruuh-sket-ta  is also one of the first words our students learn to pronounce correctly :).

What is its origin? And, above all, does the authentic recipe have tomatoes?

Before doing some research on the Internet, I thought it would be easy to answer these two questions and, above all, I thought I knew the answers: the real bruschetta was born in Tuscany and is without tomatoes. But is it really like that?

What it is certainly true is that the history of bruschetta is old, because its ingredients and preparation are old. The recipe was born within the peasant tradition from the need to reuse old bread. Grilled bread dressed with olive oil, salt and garlic was probably a snack peasants used to have during their break in the fields. The name “bruschetta” came from the verb “bruscare” meaning “to toast” in an ancient dialect of the Lazio area. As a matter of fact, it seems that bruschetta was born in the 15th century in Central Italy, in the area between the regions of Tuscany and Lazio. It was only after the discovery of America that the version with tomatoes appeared, probably in the region of Campania, where tomato became a very important ingredient of the local cuisine.

Therefore, tomato bruschetta would be the daughter of Tuscan “fettunta” (fetta unta = oiled slice). The fettunta is how we call the bruschetta without tomatoes in Florence and almost everywhere else in Tuscany. There are many other names and versions of bruschetta in every Italy region – at the end of the day you can put anything on a slice of toasted bread, can’t you? – and the tomato one is certainly the most popular one. However, my theory seems to be confirmed: the original bruchetta is simple and with few ingredients, bread, olive oil, garlic and salt. At the end of the day “less is more”, especially if this less is good quality.

The recipe

How to prepare a fettunta? It’s very easy.

Toast a slice of Tuscan bread (the one with no salt), preferably on the barbeque or in oven. Don’t toast it too much, as the inside has to be soft in order to better absorb the oil. Rub a clove of garlic on the slice of bread, not too much otherwise the garlic will cover the taste of the oil. Add a pinch of salt, pour a good quantity of extra virgin olive oil from Tuscany (possibly the season’s first oil), and you’ll be ready to oil your fingers while enjoying your fettunta.

Buon appetito!

Author: Margherita Baldisserri


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